In che modo il computer ha cambiato la vita dell’uomo?

Fin dalla preistoria l’uomo ha iniziato un processo di evoluzione e cambiamento dalla voglia di progresso, di scoprire nuovi mondi e modi di essere; un’esigenza di conoscenza che ha sempre descritto l’umanità. Affermò il grande Einstein: “L’immaginazione è più importante della conoscenza”, ed è proprio grazie all’immaginazione e alla fantasia che l’uomo è andato così oltre; nel tempo è riuscito a crescere e progredire così in fretta fino ad arrivare a progettare e utilizzare le macchine funzionanti per ripetere velocemente ed in maniera perfetta operazioni svolte dall’uomo in modo lento ed impreciso. Già nel 2000 a.C. fu usato l’Abaco come strumento per i calcoli matematici; iniziò così quel processo di cambiamento che oggi ha portato l’uomo ad immergere completamente la sua vita in un mondo Hyper-Tecnologico.

Nel 1969 accade quello che io definisco il “Big Bang Tecnologico”: nasce il progenitore di “Internet”, “Arpanet”, una rete decentrata di computer interconnessi, usato per un progetto del Dipartimento della difesa statunitense. In pochi anni, mentre “Arpanet” allargava i suoi nodi oltreoceano, iniziavano a nascere anche altre reti come il francese “Cicladi” e la norvegese “Norsar”, che permisero il collegamento tra “Arpanet” e l‘“University College di Londra”. Le velocità con cui progrediva erano sempre maggiori fino ad arrivare al 27 ottobre del 1980, quando “Arpanet” venne completamente bloccato e vennero definiti il Protocollo di controllo della trasmissione (TCP) e il Protocollo Internet (IP), dando il via ad “Internet” come insieme delle reti interconnesse da questi protocolli.

Nel 1991, inoltre, presso il CERN di Ginevra è stato definito il protocollo Hyper Text Transfer Protocol (HTTP): sistema di lettura non più sequenziale ma definito a salti, definito da una serie di rimandi ad altri documenti o ai cosiddetti Link.

Questo è un profondo cambiamento nella metodologia di lettura che fino a quel momento l’uomo conosceva, abituato com’era a leggere un testo in modo sequenziale, dalla prima parola in alto a sinistra fino all’ultima in basso a destra della pagina. HTTP modifica drasticamente il metodo, imponendo una lettura a salti, dall’alto verso il basso, da una pagina all’altra, per poi tornare indietro e saltare in un altro punto e così via. Un metodo apparentemente disordinato e non di aiuto per la comprensione del testo, ma numerosi studi didattici e psicologici hanno dimostrato il contrario, definendo HTTP quello standard che ha permesso di utilizzare Internet a una massa di milioni di persone, non solo nel mondo strettamente informatico ma anche al di fuori del contesto tecnologico, con una crescita che si può semplicemente definire esponenziale.

Gli utenti connessi ad Internet sono diventati milioni in pochi anni, passando da un utilizzo del World Wide Web per la semplice lettura e consultazione di documenti e immagini, ad un utilizzo sempre più complesso. La rete, infatti, oltre al servizio WWW presenta numerosi servizi importanti come motori di ricerca, posta elettronica (E-Mail), possibilità di trasferimenti file (FTP), Mailing List, Newsgroup, Telnet, Webcast, condivisione file, Chat, Pod Cast, IP TV, Blog, E-Commerce, E-Learning, Forum e tanti altri.

Ogni servizio coinvolge utenti con caratteristiche a volte simili ed altre completamente difformi; ogni utente utilizza la rete per scopi personali, impegnando più o meno parte del suo tempo per dedicarsi a portare a termine obiettivi di vario genere. A prima vista sembra ovvio che Internet venga utilizzato per la ricerca di informazioni di vario genere, ma in realtà scopriamo che non è proprio così: ai giorni nostri Internet viene utilizzato per gli scopi più diversi, basta pensare a molti utenti che lo usano come luogo di incontro nelle chat, nei forum, nelle Virtual Community come Badoo, Facebook e Live Messenger. Questi sono luoghi virtuali dove la distanza si azzera in un attimo, spazi in cui il tempo è relativo, in cui è possibile trovare un amico lontano 3000 km in meno di un minuto e dove si può parlare contemporaneamente con centinaia di persone sparse per il mondo.

La comunità virtuale sta nel tempo prendendo il posto delle piazze e dei luoghi di ritrovo in cui ci si incontra fisicamente; un modo di vivere completamente diverso da come erano abituati i nostri genitori, che per incontrarsi tra amici erano costretti a recarsi fisicamente presso i luoghi di ritrovo. Questo profondo cambiamento è avvenuto nell’arco di pochissimi anni; difficile ricordare i tempi senza cellulare, quando per sentire un amico lontano si era costretti ad andare al posto telefonico pubblico più vicino, introdurre le monetine per iniziare la conversazione, e poi sentirsi dopo giorni o addirittura mesi.

Le Comunità Virtuali hanno profondamente influito sul concetto di amicizia; in passato si diventava amici dopo il tempo, non prima di aver vinto la timidezza nel raccontarsi le storie della propria vita, uscendo e recandosi in luoghi di ritrovo per trascorrere piacevoli serate in compagnia.

Sembrano passati millenni da questo modo di vivere, ma invece solo pochi anni hanno completamente stravolto il nostro modo di essere. Ogni giorno attraverso internet siamo vicini virtualmente a tutti i nostri amici, prendiamo contatto con gli amici dei nostri amici, continuiamo a fare Rete: una ragnatela che rispecchia sempre di più il concetto di Internet, cioè un continuo intrecciarsi di incontri e conoscenze.

Il fascino della tecnologia, il modo semplice di conoscere nuovi amici, nuove culture, nuovi modi di essere, ha portato l’essere umano a correre sempre di più, azzerare gli spazi e le distanze. Un incentivo fondamentale verso questo profondo cambiamento sono stati anche i costi sempre più bassi nell’uso della rete. Tutto accade in uno spazio virtuale ed infinito; sulla rete gli incontri sono virtuali, avvengono, ma non ci si guarda in faccia, i freni inibitori quasi si azzerano, le timidezze caratteriali diventano pressoché nulle, tutto diviene più semplice e il dialogo tra due semi-sconosciuti diventa agevole come per due amici che si conoscono da anni.

Alcune volte, soprattutto nelle chat, si gioca anche a trasgredire, a camuffare la propria identità, a confondere l’interlocutore mascherando la propria personalità; uomini che in un attimo diventano donne, poveri che diventano ricchi, adolescenti che diventano adulti, ecc. Come se si fosse alla continua ricerca di qualcosa in più di quello che si è.

La potenza di queste tecnologie ha portato l’uomo a correre di più, a cercare più velocemente la felicità e la propria vita ideale; attraverso la semplicità e la varietà dei mondi virtuali ha reso la vita dell’uomo un qualcosa di non “unico” in quanto ognuno “nel virtuale” può ricostruire la vita secondo i propri desideri.

Infatti “Second Life” in questo momento è l’esempio estremo di mondo virtuale; può sembrare un banalissimo gioco 3D on line, ma conta ormai 2.000.000 di utenti attivi che si impegnano giornalmente a creare i contenuti di questa “vita virtuale”. Gli utenti si incontrano all’interno di questo nuovo mondo dietro la mediazione grafica di “Avatar”, che in lingua sanscrita, originaria della tradizione induista, prende il significato di incarnazione, cioè di colui che discende e che si incarna in un corpo fisico. Nasce da qui la metafora nel mondo di Internet: una persona attraverso un “Avatar” decide di rappresentarsi agli altri attraverso “l’incarnazione” in questo mondo virtuale. Inventata nel 2003, Second Life è ormai usato non solo per giocare online, ma anche per scopi didattici, per simulazioni mediche in ambienti 3D.

Questi mondi virtuali si incrociano con un mondo reale fatto di pensieri, sentimenti e valori, in cui la percezione dello spazio e del tempo scandisce ogni istante della nostra presenza sul pianeta. In un mondo virtuale si rafforza quella teoria che ha rivoluzionato il mondo fisico: la relatività e l’interesse dei sistemi spazio-temporali diversi. In un attimo ci si sposta dall’Italia in Australia, mentre nel mondo reale occorrono diverse ore di volo.

Sulla rete, gli utenti immersi in una relatività estrema corrono sempre di più, chiedono sempre maggiori prestazioni alle macchine proprie, si abbreviano le parole, ci si aiuta con le emoticon, si dialoga in un linguaggio che ormai non è più comprensibile da una persona rimasta lontana dalla rete.

Alcuni esempi di abbreviazione sono: (asp) per dire “aspetta”, (c6) per dire “ci sei?”, (asp 1 mamma) per dire “aspetta un momento”, (cmq) per dire “comunque”, (mof) per dire “maschio o femmina?”, (qlc) per dire “qualcuno”, ecc. Si tratta di un profondo cambiamento nel linguaggio di ogni giorno, passando così dal linguaggio “tradizionale” all’abbreviazione di parole e al taglio di frasi intere.

Attraverso la rete abbiamo la possibilità di vedere tutta la terra dal satellite, viaggiare in maniera virtuale, osservare i posti più lontani e sperduti; possiamo comunicare con questi posti gratuitamente attraverso la posta elettronica, i messaggi istantanei, la telefonia tramite internet. E ancora possiamo guardare più vicini alle persone sole ed aiutare il prossimo attraverso siti di associazioni che promuovono progetti umanitari a favore dei più sfortunati.

In questo mondo straordinario piccoli e grandi, ricchi e poveri, potenti e deboli diventano protagonisti in quanto ognuno può scrivere liberamente il suo pensiero senza censura. Internet è libera.

Chiunque può creare un piccolo sito web o un blog e da subito il mondo può venirne a conoscenza. Semplice, vero? Basta poco per diffondere una notizia in rete in breve tempo.

Sulla rete è possibile reperire qualsiasi tipo di informazione: www.wikipedia.org è un esempio per tutti, la più grande enciclopedia gratuita presente sulla rete.

Navigando in giro per la rete senza obiettivi precisi è possibile scoprire siti particolari e realtà che non sono reperibili in TV o sui giornali. Ai giorni nostri vedere la TV è solo una perdita di tempo. Per non parlare poi del fatto che i telegiornali occupano più del 50% del loro tempo a disposizione per raccontarci fatti di cronaca e pettegolezzi: incidenti sulla strada, genitori che uccidono i bambini, tangenti e tragedie nel calcio, disastri naturali e notizie di politica italiana ed estera (vere o false?). Non si parla più di mafia e di tutti i problemi reali che ci toccano da vicino. Al contrario Internet è un posto dove si può scrivere di tutto senza timore e senza censura.

Non è mia intenzione istigare alla protesta del cittadino del mondo, ma solo portare a conoscenza un altro modo di vedere la realtà. Sta poi alle esigenze del singolo distinguere i vari punti da affrontare ed approfondire.

La condivisione delle informazioni ha permesso di correre di più, di comunicare ad altissima velocità; condividendo e comunicando si regala la conoscenza, il sapere e di conseguenza si aumenta la cultura e si diminuisce l’ignoranza. Il punto fondamentale è proprio questo: condividere il sapere. Solo Internet dispone di una immensa varietà di informazioni riguardanti lo stesso contenuto, in modo da poter scegliere la propria verità, a differenza di ciò che accade attraverso i mass media dove il confronto non esiste e la realtà viene manipolata.

Purtroppo questo luogo ancora oggi non è accessibile a tutti, basti pensare a Cuba, dove il governo locale non consente l’accesso libero alla rete; si può accedere ad Internet solo da luoghi controllati.

In Italia Internet è libero. Scopriamo la verità da soli, navigando liberamente sulla rete e leggendo articoli, blog, forum e tutto ciò che viene condiviso su di essa; passare ore su internet per aumentare la propria cultura non è dipendenza, ma solo incrementare il proprio sapere. La dipendenza da Internet è qualcosa di diverso e più profondo e non è argomento trattato in questo articolo; riguarda tutti i rischi e pericoli che si possono incontrare nella rete, argomenti che volutamente non sono stati trattati in queste righe in quanto necessitano di un accurato e scrupoloso approfondimento.