L’articolo, scritto da C. Giustozzi, affronta il tema della sicurezza delle infrastrutture digitali, focalizzandosi sulle autorità di certificazione come punto vulnerabile.

Il pezzo inizia riferendo un caso di frode italiana in cui truffatori hanno abusato della firma digitale di un imprenditore per intestarsi indebitamente le quote aziendali. L’autore critica come i media abbiano coperto la storia con scarsa chiarezza tecnica, diffondendo malintesi come quello di “copia della firma digitale”.

L’analisi sostiene che le vere infrastrutture critiche non siano quelle dal cui funzionamento dipende la Rete, bensì i servizi da cui dipende la Rete stessa. Le autorità di certificazione rappresentano questo punto debole nella catena di sicurezza.

Fonte: punto-informatico.it