Tech · Architettura · N°11

Cloud Architecture

Il cloud non è «server di qualcun altro»: è un modello di responsabilità. Il disegno cambia tutto, dopo.

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Che cos’è

Il cloud architecture è il disegno (o la revisione) dell’infrastruttura cloud su cui girano applicazioni, dati e processi aziendali. Non è solo scegliere il provider: è costruire un sistema che sia sicuro, affidabile, economicamente sostenibile, scalabile e osservabile, coerente con gli obiettivi di business e con gli obblighi normativi.

Lavoro su tre ambiti principali:

  • Greenfield — progettazione da zero di nuove piattaforme cloud-native.
  • Lift & reshape — migrazione di carichi on-prem verso il cloud con ripensamento (non solo lift & shift).
  • Review & optimization — revisione di architetture esistenti per sicurezza, costi, resilienza.

Cosa ottieni

  • Architecture Decision Records (ADR) — documento tracciabile delle scelte fatte e delle alternative scartate, con motivazione.
  • Diagrammi architetturali a più livelli: logico, fisico, di flusso dati, di deployment, di rete.
  • Piano di sicurezza cloud — IAM, segmentazione, cifratura, gestione chiavi (KMS/HSM), logging centralizzato, posture management.
  • Design di resilienza — multi-AZ, multi-regione dove serve, RPO/RTO realistici, disaster recovery testato.
  • FinOps baseline — tagging, budget, alert, forecast, ottimizzazione delle istanze.
  • Piano di migrazione con waves, cut-over plan, rollback strategy.
  • Handover al team operativo con runbook chiari.

A chi si rivolge

  • Aziende che vogliono uscire dal data center on-prem senza ripetere gli errori del passato.
  • Startup e scale-up che hanno costruito il cloud in fretta e ora pagano il conto in costi o incidenti.
  • Enti pubblici che devono rispondere alle linee guida AgID sul cloud della PA.
  • Soggetti in perimetro NIS 2 / DORA che usano cloud per funzioni critiche e devono provare resilienza.
  • Organizzazioni multi-cloud che vogliono razionalizzare senza cadere nel lowest common denominator.

Metodologia

  1. Discovery — inventario applicativo, dipendenze, volumi dati, SLA attesi, vincoli normativi.
  2. Workload qualification — quali carichi vanno in cloud, quali restano ibridi, quali vanno dismessi (cloud non è sempre la risposta).
  3. Reference architecture — disegno con il framework del provider target (Well-Architected, CAF, …).
  4. Security design — zero trust dove possibile, defense in depth, least privilege, key management, protezione dei dati.
  5. Cost design — autoscaling ragionato, reserved / savings plans, spot dove compatibile, tagging per allocazione.
  6. Resilience design — RPO/RTO per ciascun carico, DR strategy, test di failover.
  7. Migration roadmap e POC controllato sui workload più complessi.

Sono pragmatico: non sposterei mai in cloud un workload che costa di più e funziona peggio. Cloud-smart, non cloud-first per vanagloria.

Perché con me

Ho lavorato come System Engineer su Microsoft e Linux, Web Server Administrator su IIS/Tomcat/Apache, DBMS Administrator su SQL Server/MySQL/PostgreSQL — lo stack pieno, on-prem e cloud. Sono partner Microsoft e Sophos, ho formazione DELL specialistica, e ho tenuto talk SMAU dedicati al cloud computing fin dal 2011 (“Cloud Computing, privacy & security nella P.A.”). La mia architettura cloud non nasce da un whitepaper: nasce da anni di produzione.

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