Fonte: Cella Federico - Corriere della Sera, Pagina 11 (21 agosto 2009)
L’articolo affronta il tema della comunità hacker italiana, distinguendo tra veri hacker e criminali informatici.
Tema centrale: La rappresentazione mediatica degli hacker come “stregoni digitali” criminali è errata. Gli hacker veri sono “persone curiose e capaci” che hanno costruito internet.
Figure chiave citate
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Raoul Chiesa: storico “smanettone” italiano che nel 1995 violò la rete di Bankitalia a 20 anni. Ha fondato nel 1997 @Mediaservice.net, società di sicurezza informatica.
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Clatto: professionista milanese di 36 anni, organizzatore dell’Hackmeeting dal 1998.
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Vincenzo Iozzo: studente del Politecnico di Milano che scoprì vulnerabilità in macOS e iPhone.
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Andrea Barisani e Daniele Bianco: fondatori di InversePath, hanno sviluppato tecnologia laser per leggere digitazione da tastiera.
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Carl0s: designer romano che creò il progetto “GMaybe?” per criticare la raccolta dati di Gmail.
Concetti principali
L’atteggiamento hacker è descritto come analogo a quello “dei bambini verso i giocattoli nuovi”: smontare, analizzare e ricostruire per comprendere e migliorare.
La comunità italiana è riconosciuta a livello mondiale per capacità innovativa, come evidenziato dalla massiccia rappresentanza alla Black Hat Briefings di Las Vegas.