Il governo iraniano potrebbe sostituire Internet con una rete intranet nazionale, secondo quanto riportato da principali siti internazionali. La notizia ha suscitato preoccupazioni sulla libertà di espressione nel paese.
Il dibattito è iniziato quando la BBC ha pubblicato che l’Iran aveva bloccato il sito delle Olimpiadi di Londra, interpretato come primo passo verso un blocco totale. Le autorità iraniane avrebbero intenzione di implementare un protocollo di rete che registra l’identità degli utenti.
L’Iran era già stato classificato da Reporter senza frontiere tra i “nemici di Internet” per aver censurato servizi come Gmail, Hotmail e Yahoo, escludendo 33 milioni di persone da questi servizi.
Il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ha istituito un Consiglio Supremo del cyberspazio per regolamentare Internet secondo il Corano.
Il ministro delle Comunicazioni Reza Taghip ha smentito queste affermazioni, definendole una “bufala”, aggiungendo ironicamente che la smentita è stata pubblicata su ict.gov.ir, inaccessibile dall’estero.
L’articolo conclude che la realizzazione di un Internet nazionale sarebbe estremamente costosa, controproducente e intrinsecamente fragile.